Un suono improvviso spezza la quiete di una casa: il campanello. Davanti al cancello c'è un uomo del passato, un amore mai del tutto risolto. Lei lo riconosce subito, e in quell'istante il tempo si apre come una ferita: non è più solo il presente a bussare, ma un'intera vita.
Attraverso una voce lucida, ironica e profondamente sincera, il romanzo accompagna il lettore in un viaggio a ritroso che attraversa l'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza della protagonista, sullo sfondo degli anni Sessanta e Settanta. È il racconto di una formazione sentimentale e intellettuale, fatta di primi amori, attese, delusioni, desideri trattenuti e sogni coltivati in silenzio. Una storia privata che si intreccia ai mutamenti sociali, culturali e morali di un'Italia in trasformazione, tra rigide convenzioni, educazione sentimentale affidata alle canzoni, ai balli, ai fotoromanzi, e il lento affacciarsi di nuove libertà.
Pagina dopo pagina, riaffiorano le figure che hanno segnato quel percorso: amiche, insegnanti, familiari, ragazzi amati o solo immaginati, in un mosaico di ricordi che alterna leggerezza e malinconia, ironia e disincanto. L'amore, vissuto come turbamento dell'anima prima ancora che del corpo, diventa il filo conduttore di una riflessione più ampia sull'identità femminile, sul desiderio, sul tempo che passa e su ciò che resta.
Nel presente, davanti a quel cancello chiuso, la protagonista è chiamata a una scelta: aprire o no. Ma la vera decisione è un'altra, più profonda e definitiva. È il momento di fare i conti con ciò che è stato, con le illusioni, le rinunce e le conquiste, per riconoscere finalmente se stessa.
Un romanzo intimo e generazionale, che racconta la memoria come atto di verità e la nostalgia come forma di consapevolezza.