Olimpia ha undici anni e uno sguardo che vede tutto e non perdona niente. Quando la polizia arresta sua madre per spaccio, all'alba di una mattina di luglio, la sua vita di sempre finisce in un attimo: rimane sola, con in tasca un sacchetto di pastiglie da far sparire prima che le trovi qualcuno, e un padre-fantasma che non vede da anni e che ora deve reimparare a essere tale.
Da Roma a Cozzano, un paesino di collina in provincia di Arezzo, Olimpia si ritrova a ricostruire un'intera vita: un padre quasi sconosciuto, una nonna che diventa il suo porto sicuro, un'amica lontana da non perdere, un compagno di banco sfacciato che si intestardisce a starle vicino. E la rabbia, tanta rabbia, che non è disposta a lasciare andare così facilmente, nemmeno quando qualcuno meriterebbe una seconda possibilità.
Con una voce narrante tagliente, ironica e mai compiaciuta, L'Olimpia di Cozzàno racconta cosa significa crescere quando gli adulti hanno fallito, imparare a fidarsi di nuovo un pezzo alla volta, e scoprire che il perdono, quando arriva, non cancella niente ma permette comunque di andare avanti.
Un romanzo di formazione che parla di famiglie imperfette, di seconde possibilità e di una ragazzina che, nonostante tutto, non smette mai di essere se stessa.