Nell'autunno del 1922 Marcel Proust portava a termine la revisione delle bozze di La Prisonnière, quinto volume della Recherche, mentre la salute peggiorava rapidamente. Lo scrittore consegnò alle Oeuvres libres di Fayard - la rivista letteraria fondata nel 1921 da Arthème Fayard e dedicata alla pubblicazione di testi originali - un testo che presentò come «un romanzo inedito e completo». Non era del tutto inedito, nel senso che era tratto da La Prisonnière, ma era anche qualcosa di distinto: una versione condensata e autonoma del materiale del quinto volume, costruita attorno al confronto serrato tra i due amanti, comprendente gli episodi di vita sociale - il lungo ricevimento dei Verdurin, il pomeriggio dalla duchessa di Guermantes, che in La Prisonnière fungevano da contrappeso alla claustrofobia del corps à corps amoroso. Il testo aveva un titolo nuovo: Précaution inutile (Precauzione inutile), alludendo probabilmente alla serie di cautele, sorveglianze e stratagemmi con cui il narratore tenta di tenere sotto controllo i movimenti di Albertine, senza mai riuscirci davvero: tutte precauzioni appunto inutili, perché la gelosia non ha rimedio nella sorveglianza, e perché Albertine sfugge comunque. Sia praticamente, nelle uscite di cui il narratore ignora la vera destinazione, sia interiormente, nella sua opacità psicologica che nessun interrogatorio riesce a penetrare. - Tratto dall'edizione Jandli con traduzione di Eugenio Giovannetti. Ampia introduzione storico-critica indedita "La gelosia come arte: Marcel Proust e la Précaution inutile".