Quella di Ermanno Cereda non è solo la cronaca di un pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, ma una potente metafora dell'esistenza umana. Attraverso una narrazione nuda e sincera, l'autore ci porta dentro il dramma del marzo 2000, una ferita indelebile causata da una tragica fatalità ospedaliera che ha cambiato per sempre il destino della sua famiglia. Ma è proprio qui che il libro svela la sua vera anima: non un lamento sul destino, ma un inno alla resilienza e alla solidarietà. Il Cammino di Santiago diventa così il riflesso di questo viaggio interiore: un percorso fatto di sudore, dubbi e incontri straordinari, dove ogni passo serve a trasformare il dolore in consapevolezza. L'autore guarda ai giovani con una speranza rara, vedendo nei loro volti la forza per affrontare il futuro, e ci lascia un insegnamento prezioso: la vita, come il cammino, ci offre segnali e appigli che dobbiamo imparare a cogliere. Il Cammino della Vita è un libro necessario per chiunque si senta smarrito. È una testimonianza che insegna a non rimandare a domani un gesto d'affetto e a credere che, anche dopo la salita più ripida, esiste sempre una discesa. Un racconto autentico, doloroso ma profondamente luminoso, che si chiude con un augurio che è anche una promessa: Buen Camino!
Mi chiamo Ermanno Cereda e sono nato a Monza nel 1956. La mia è la storia di un uomo che ha conosciuto presto il sacrificio del lavoro.
Dopo un primo matrimonio da cui sono nate Francesca e Chiara, la vita mi ha portato a stabilirmi a Bergamo. In questa città ho trovato il successo professionale e, soprattutto, l'amore di Antonella. Dalla nostra unione, celebrata nel 1998, è nato nel 2000 il piccolo Antonio.
Questo scritto, Il Cammino della Vita, è nato inizialmente come un diario privato e una testimonianza del mio Cammino di Santiago, poi si è trasformato, col tempo, in un profondo racconto di vita.